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Pagamento del difensore d'ufficio: il rimborso per il recupero del credito

Il compenso dell'avvocato d'ufficio è stato oggetto di numerose pronunce giurisprudenziali. Il Tribunale di Trento, con decreto datato 26 marzo 2004, si è espresso relativamente alla tutela del difensore non pagato e all'esborso economico per il recupero del credito.

Le motivazione della sentenza partono dalla premessa fissata all'art. 97 quarto comma c.p.p, per fugare ogni dubbio circa il diritto del difensore d'ufficio a ricevere un compenso per la sua prestazione.

Detto ciò: come può difendersi nel caso in cui il cliente si rifiuti di pagare?

Per quanto riguarda l'iter di impugnazione del decreto di liquidazione dell'onorario al legale d'ufficio, la sentenza de qua, esclude la partecipazione necessaria dell'Agenzia delle Entrate, mentre riconosce nel parere del Consiglio dell'ordine degli avvocati un punto di riferimento attendibile per indirizzare la decisione dei giudici.

Fondamentale è il punto in cui la sentenza riconosce il diritto dell'avvocato d'ufficio al rimborso della c.d.tassa di ordinamento, pagata al Consiglio per la liquidazione della parcella. La questione infatti è stata oggetto di diverse pronunce giurisprudenziali, anche di orientamento opposto, e quindi questa sentenza rappresenta una presa di posizione definitiva. 

Nel caso di impossibilità di notificare al debitore il decreto ingiuntivo, per motivi a lui imputabili, i giudici di Trento hanno ravvisato la necessarietà dell'intervento statale nel recupero del credito.

Nel procedimento di recupero del credito, il difensore d'ufficio avrà diritto al rimborso di tutte le spese necessarie, vedi ad esempio quelle dovuto la somma spesa per le comunicazioni e le notificazioni.

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