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Liti di condominio e incidenti stradali: dal 1 aprile 2012 non servirà l'avvocato

Le proteste degli avvocati non sono servite: dal 1 aprile 2012 chiunque si  troverà ad affrontare una causa relativa ad una lite condominiale o al risarcimento dei danni in seguito ad incidenti stradali, non dovrà rivolgersi ad un legale.

Queste materie infatti si aggiungono alle successioni ereditarie, alle locazioni, all’affitto di aziende, alla responsabilità medica, ai contratti assicurativi bancari e finanziari. Tutti questi ambiti fanno parte della cosiddetta mediazione civile obbligatoria. Questo arbitrato sarà un filtro obbligatorio della durata di 40 giorni che funziona come anticamera per i tribunali: l'obiettivo ovviamente è quello di risolvere il maggior numero di cause in questa fase extragiudiziale. 

Una riforma che punta a ridurre i costi e i tempi di attesa per il cittadino medio ma che, in pratica, per l'avvocato si riflette inevitabilmente nella sottrazione di una grossa fetta di lavoro. Ma le lamentele non vertono solo sull'aspetto economico ma anche sulla pericolosità di sminuire l'importanza di una preparazione giuridica adeguata per affrontare alcune questioni.

La giustizia fai da te è portatrice di quella diffidenza che vede negli avvocati professionisti poco trasparenti nei confronti dei clienti? Le tariffe degli avvocati sono giustificate o giocano sull'ignoranza del cittadino medio in ambito legale? E ritorna anche la questione dell'accesso alla professione di mediatore civile, carriera aperta anche ai laureati in altri settori.

La riforma della giustizia civile, dopo quella fiscale, è uno dei pilastri della manovra Monti. Lo stato attuale parla da solo: 4 milioni di cause pendenti, 2,8 milioni di nuove cause ogni anno con conseguenti attese di anni per ottenere una sentenza definitiva. Una recente indagine di Bankitalia ha calcolato il costo dell’inadeguatezza della giustizia italiana nella perdita di un punto di Pil, che può sembrare irrilevante ma che in realtà significa circa 22 miliardi di euro.

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