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Legge sulla pirateria informatica: cosa potrebbe cambiare

SOPA è l'acronimo di Stop Online Piracy Act: con questa sigla ci si riferisce dunque al progetto degli Stati Uniti per mettere fine alla pirateria informatica e al download illegale di musica, film e file vari.

La forza rivoluzionaria della legge sta nella possibilità per il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti di chiedere un’ordinanza giudiziaria contro i siti torrent che violano i diritti di autore. Ottenuta l’ordinanza, il governo (mediante l’ufficio dell’attorney general, ossia il procuratore generale capo del Dipartimento di Giustizia) ha il diritto di imporre ai provider il blocco dei siti nel mirino.

La sanzione comminata arriva fino a cinque anni di carcere. Chi è interessato dall’ordinanza ha un massimo di cinque giorni  per proporre un appello, ma il blocco dei siti preventivo avviene anche prima della sentenza di merito.

Il testo non è ancora definitivo e sono prospettabili ulteriori emendamenti ma quel che è certo è che la pirateria sarà effettivamente trattata alla stregua di un reato penale e che siti illegali saranno bloccati, così come i loro finanziamenti e le loro pubblicità.

La maggiore critica alla proposta di legge riguarda la potenziale penalizzazione di siti come Social Network o piattaforme tipo Youtube: i gestori avrebbero infatti l'onere di controllare tutto il materiale che viene caricato dagli utenti.

Ma già molti esponenti dell'industria cinematografica, così come anche aziende farmaceutiche, associazioni sportive e ideatori di videogames, si sono già espressi a sostegno della proposta di legge adducendo motivazioni di tipo economico.

La proposta di legge SOPA è stata già discussa in Commissione giustizia della Camera, nella sottocommissione addetta alle questioni di proprietà intellettuale e di Internet. Le critiche e gli emendamenti sono stati numerosi ma pare che la strada sia spianata. 

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