Approfondimenti Giuridici

Avvocati assistiti discriminati in Italia?

Negli anni passati sono stati diversi i giovani laureati in giurisprudenza che, spaventati dall'esame di abilitazione in Italia o dopo essere stati bocciati, hanno optato per la ben nota "strada spagnola".

Si trattava in pratica della possibilità di ottenere il titolo in Spagna e poi chiederne il riconoscimento in Italia.

Prima fu il Consiglio nazionale forense a presentare un esposto all' Antitrust per pubblicità ingannevole. Oggi la situazione si è ribaltata: anche in Spagna è stato introdotto l'esame ed è l' Antitrust ad aprire  un' istruttoria avverso i dodici Ordini degli avvocati per verificare se vi sia stata qualsiasi sorta di discriminazione a danno degli avvocati assistiti. Ad attuare prassi sospette e in contrasto con le direttive comunitarie sarebbero state in particolare le sedi di Chieti, Roma, Milano, Latina, Civitavecchia, Tivoli, Velletri, Tempio Pausania, Modena, Matera, Taranto e Sassari.

Il decreto legge 96/2001 prevede che la professione può essere esercitata dai cittadini degli Stati membri che possiedono un titolo riconosciuto ,ottenuto nel proprio paese di origine. Il professionista può chiedere l'iscrizione alla sezione speciale per poter lavorare con l'assistenza din un legale per tre anni. Dopo questo periodo l'avvocato assistito può operare in modo illimitato.

Alcune segnalazioni hanno spinto l'Antitrust ad indagare su possibili discriminazioni ai danni della concorrenza. Del resto lascia perplessi questo astio verso chi ha scelto la via estera, che invece potrebbe vantare anche una preparazione internazionale e che sicuramente conosce la lingua, mentre dall'altro lato si accetta pacificamente e in maniera omertosa la fuga di tracce sul web a mezz'ora dall'inizio dell'esame con conseguente falsificazione delle prove.

 

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