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Sistema giudiziario italiano: troppi avvocati?

Il primo presidente della Corte di Cassazione, Ernesto Lupo, ha esposto nella relazione sull'amministrazione della giustizia italiana del 2011, i limiti del sistema giudiziario nazionale: i rallentamenti maggiori si devono all'eccessivo numero di cause pendenti (quasi nove milioni, di cui 5,5 milioni di cause civili, 3,4 milioni di cause penali) e al fatto che in Italia ci sono troppi avvocati.

Per quanto riguarda il numero delle cause pendenti la colpa, secondo quanto si legge nella relazione, non sarebbe certo dell'inerzia degli avvocati quanto piuttosto nell'abuso dello strumento processuale. E' chiaro poi che questo carico di arretrati sia scoraggiante per i legali.Verrebbe da pensare che servano forze fresche, ma gli avvocati lamentano di essere già troppi.

Attualmente sono iscritti all'Ordine circa 420 mila avvocati, un numero anomalo rispetto alla media europea. Di questi circa 50mila sono abilitati all'esercizio di fronte alle giurisdizioni superiori. Un numero peraltro destinato a crescere visto che ogni anno si aggiungono nuovi professionisti (sebbene l'esame di abilitazione forense sia un blocco per molti aspiranti avvocati).

Questa è peraltro una delle maggiori lamentele che emerge dalle proteste attuali degli avvocati contro il decreto per le liberalizzazioni. Lo ha ribadito anche il presidente dell’Ordine degli avvocati di Trieste RobertoGambel Benussi, unico avvocato presente nell’aula della Corte d’assise dove per la solenne inaugurazione dell’anno giudiziario. L'assenza dei colleghi è un segno di protesta.

Insomma da "casta" quella degli avvocati rischia di diventare una bolgia, soprattutto in seguito alla liberalizzazione e all'abolizione delle tariffe minime. Il rischio è quello di sminuire la professionalità di questo servizio e della consulenza legale (in quest'ottica si inserisce anche la critica per l'introduzione della figura professionale del mediatore civile). E' chiaro però che il rischio di una regolamentazione all'accesso della professione ancora più selettiva rischierebbe di portare al nepotismo spudorato.

Per tutte queste ragioni gli avvocati sono scesi in piazza in questi giorni in diverse province d'Italia, organizzando cortei e sit in.

 

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