Approfondimenti Giuridici

Avvocati e giornalisti sono condannati dalla loro professione ad essere sciacalli?

Ci sono professioni che, per loro stessa natura, sono piu' soggette di altro ad essere bersaglio di giudizi morali e di battute sarcastiche. L'avvocato è una di queste.

La barzelletta: «Come mai i piranha rinunciano a mangiare un avvocato in mare? Per cortesia tra colleghi" è emblematica di quella che è un'opnione diffusa sulla figura del legale, uno sciacallo pronto a lucrare sulle disgrazie e a difendere anche il colpevole più spuderato e spregevole. (Altre categorie spesso mal viste sono quella dei giornalisti o degli impresari di pompe funebri).

Ma si possono fare certi lavori mantenendo una morale? Ovviamente si, come impone il proprio codice etico e deontologico.

Ma quando le accuse arrivano da un collega sono ancora più pesanti. Renato Savoia, avvocato iscritto all'ordine di Verona ha presentato un esposto disciplinare contro i colleghi per violazione dell'articolo 19 del codice deontologico.

In particolare le accuse sono rivolte ad avvocati che, secondo l'accusa, hanno tentato di lucrare come sciacalli sull'incidente della nave da crociera Concordia.

Il suo messaggio è stato postato (dall'autore stesso) su Youtube e il link ha un titolo emblematico: «Dalle risate dei costruttori per il terremoto alle risate degli avvocati per il naufragio? (Ma no, l'Avvocatura per fortuna non è tutta così)».

Pronte come prevedibile le reazioni degli avvocati che hanno tenuto a precisare che non tutti gli avvocati agiscono in questo modo. Alcuni hanno anche accusato a loro volta l'autore del video di farsi pubblicità alle spalle degli altri.

La questione è molto delicata e chiaramente ognuno si farà la propria idea in merito. La speranza è quella di non sentire più persone che vedono nelle disgrazie possibili forme di guadagno.

 

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