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Avvocati record di evasioni: i cittadini chiedono il carcere o la sospensione dell'abilitazione

 

Secondo i dati che emergono dalla classifica stilata dall’Eures sono gli avvocati i professionisti che evadono di più in Italia. La ricerca del terzo rapporto Eures si è basata su interviste a campione che hanno coinvolto 1225 volontari in 19 regioni d’Italia, 94 province e 367 comuni. Dovrebbe quindi offrire un quadro piuttosto realistico di quella che è la tendenza a non rilasciare scontrini o fatture. Secondo quanto emerge dalle interviste ben il 42,7% dei legali non emette fattura o ricevuta a conclusione del mandato. Una percentuale in crescita rispetto al 32% emerso nel 2004. Ma gli avvocati sono a dire il vero in buona compagnia: nell’elenco troviamo infatti geometri (40,2%), psicologi e psichiatri (40%), architetti (38,7%), dietologi (38%), medici specialisti e dentisti (34%). Leggermente più rispettosi degli obblighi fiscali ma comunque in posizioni alte  (25,3%),  commercialisti (23,5%) e  notai (19,6%). Ne consegue che quasi un cliente su due non riceve dall’avvocato la fattura per la parcella mentre dal notaio questo succede mediamente “solo” una volta su cinque. MA dal Rapporto emerge anche un altro dato importante, ovvero un maggiore senso di giustizialismo fiscale diffuso in tutta Italia. L’80% del campione intervistato sarebbe infatti favorevole al carcere per gli evasori. Solo il 9,9% degli intervistati ha espresso parere favorevole, con il 9,8 % di astenuti. E in particolare per i professionisti un’altra sanzione che riscuote consensi è la sospensione dell’abilitazione. Consenso meno uniforme per la delazione, ovvero l’ipotesi di premiare i cittadini che denunciano l’evasione (come avviene già per gli affitti in nero)

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