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Diritto e Social Network: la vita digitale deve continuare dopo la fine di quella reale?

I social network ci hanno dato praticamente la possibilità di crearci una vita parallela: ma cosa succede quando questa non scorre più in contemporanea con quella reale? Quando si muore chi gestisce gli account e l'identità del defunto su facebook? L'etica non ne imporrebbe una chiusura automatica?

Pur essendo un argomento molto attuale di fatto se ne parla poco eppure le prime indagini in materia sono già state avviate. E' intuitivo peraltro che, trattandosi di un tema molto nuovo, siamo privi si una legislazione ad hoc e di una giurisprudenza consolidata sull'argomento. 5 Stati negli USA sono state approvate disposizioni normative attinenti. Emerge quindi con chiarezza la necessità di riformulare il diritto delle successioni per comprendere anche questa delicata problematica.

Vi siete mai chiesti cosa succede all'account facebook di una persona nel momento in cui muore? Inizialmente neanche il team del Social Network più usato in Italia si era posto il problema, essendo gli iscritti molto giovani. Ma ora Facebook è una realtà consolidata da qualche anno e peraltro ha conquistato anche utenti più maturi.

La prima disposizione in merito fu quella di cancellare il profilo dei defunti non appena l'amministrazione ne avesse avuto conoscenza. A tal proposito si invitavano gli utenti a segnalare la morte dei propri contatti. La linea è cambiata dopo la sparatoria del Virginia Tech nel 2007 perché fu espressa dai parenti delle vittime la volontà di mantenere la memoria digitale dei defunti. Oggi su Facebook esiste la possibilità di conservare un account commemorativo della persona defunta compilando un apposito form. E' chiaro che la situazione diventa ancora più delicata in caso di soggetti minori.

Il testamento digitale sarebbe la soluzione più facile ma è chiaro che bisogna saper gestire anche l'identità digitale post mortem in assenza di volontà scritte.

 

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