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Studio associato: addio ai soci di capitale

La Camera è intervenuta per spiegare il contenuto dell'articolo 10 della legge 12 novembre 2011 n. 183 in merito alla costituzione di studi associati operanti nel campo forense.

L'obiettivo primario è quello di escludere in questo settore  la possibilità di istituire società di capitali con soci che mettano solo l'investimento e che non siano avvocati iscritti all'albo. 

Questi i principi applicabili: i soci potranno essere solo avvocati iscritti agli albi; ciascun avvocato non potrà far parte di più di un sodalizio; la denominazione sociale dovrà prevedere l’indicazione “società tra avvocati”; la amministrazione dovrà essere affidata in via esclusiva ai soci; l’incarico sarà conferito in generale alla società ma verrà nella pratica eseguito personalmente dal o dai soci professionisti; dell’esatto adempimento della prestazione saranno responsabili la società ed il socio professionista che l’ha eseguita; la società dovrà essere iscritta in una sezione ad hoc dell’albo e sarà soggetta al rispetto del codice deontologico; la sospensione, cancellazione o radiazione del socio ne determinerà l'esclusione; i redditi della società saranno redditi di lavoro autonomo anche dal punto di vista previdenziale; l’esercizio in forma societaria della professione forense non rappresenterà mai attività d’impresa e la società non potrà fallire ma resterà soggetta solo alle procedure di composizione delle crisi da sovraindebitamento. Dal punto di vista della responsabilità per l'incarico il disegno di legge sembra riprendere il concetto espresso dall'articolo  26 del Dlgs 96/2001 che  imputa l’errore professionale al socio che sia stato incaricato ed alla società

Le differenze più evidenti rispetto al modello societario disegnato dal legislatore per tutte le altre professioni, oltre alla figura del socio d’investimento, sono la mancanza dell’obbligo di una polizza assicurativa che copra i rischi professionali e, soprattutto, la impossibilità di costituire società multidisciplinari.

Queste sono le prime linee generali che emergono dal disegno di legge: per la disciplina nel dettaglio, bisognerà aspettare la attuazione della delega

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