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Iscrizione all'albo degli avvocati: fuori chi non esercita

Il progetto uscito dalla Camera (art.18), che ricalca quello già approvato in Senato, insiste sull'incompatibilità prevista per gli avvocati, a svolgere altre forme di lavoro autonomo o dipendente. Il principio deriva dalla necessità di autonomia e imparzialità della figura del legale e contraddistingue la professione dell'avvocato da tutte le altre per le quali è altresì prevista l'iscrizione ad albi. Dal divieto è esclusa l'attività hobbistica e sporadica, anche qualora assuma caratteristiche di svolgimento equiparabili a quelle da lavoro autonomo.

Confermata l'inconciliabilità con l'attività notarile mentre è esclusa con le attività di natura scientifico, letterario, artistico e culturale, Espressamente consentita anche l’iscrizione nell’albo dei dottori commercialisti, degli esperti contabili, nell’elenco dei pubblicisti e nel registro dei revisori contabili o nell’albo dei consulenti del lavoro.

Fin qui comunque niente di nuovo. La maggiore novità riguarda invece la disciplina che regola l'iscrizione e la permanenza all'albo. Quest'ultima non solo permane obbligatoria per chi esercita ma diventa subordinata  all'esercizio professionale effettivo, continuativo, abituale e prevalente della professione. La previsione, che la categoria sostiene da tempo, servirebbe ad evitare l'impreparazione di avvocati che, non aggiornati dal costante esercizio dell'attività, siano conseguentemente incapaci di fornire adeguato servizio in udienza. Altro fenomeno da scongiurare è quello di  soggetti che facciano abuso in maniera impropria dell'appartenenza all'ordine degli avvocati per poter ottenere favori anche se non illegali , ma comunque inappropriati e fuori luogo.

Può quindi, in altre parole, essere iscritto all'albo solo chi di fatto esercita, in maniera prevalente e comunque continuativa, come avvocato.

La previsione è contenuta nel comma 4 dell'articolo 21 che però tiene conto anche di alcune eccezioni, ad esempio in riferimento ai primi anni di esercizio professionale oppure per le donne avvocato in maternità e nei primi due anni di vita del bambino .

Salvo questi casi l'inattività comporta la cancellazione dall'albo.

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