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Riforma forense: in vigore dal 2 febbraio 2013

 

Il prossimo 2 febbraio entrerà formalmente in vigore la riforma forense. Sabato infatti saranno trascorsi esattamente 15 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge 247 del 31 dicembre 2012.

Si tratta di una riforma molto contestata ma anche dovuta in quanto ai tempi: l’ultima risale addirittura al 1993. I cambiamenti sono contenuti in 67 articoli anche se in molti continuano a ritenere la nuova disciplina vecchia dal punto di vista dell’approccio.

Tensioni e delusione si registrano soprattutto tra i giovani praticanti, che speravano che la riforma potesse servire a tutelare finalmente i loro diritti. E’ vero che il tirocinio passa da due anni a 18 mesi ma nel primo semestre non prevede alcuna forma di retribuzione o rimborso.

Alcune materie che necessitano una nuova disciplina restano momentaneamente in stand by anche dopo l’entrata in vigore della riforma: così ad esempio le società tra avvocati (altri se mesi per varare il decreto legislativo ad hoc), il codice deontologico (a disposizione un anno di tempo), l’esame di Stato, le specializzazioni, gli albi, la difesa d’ufficio e le associazioni tra professionisti (tutte con limite massimo di due anni).

Questione dibattuta resta anche quella delle deleghe: governo, Ministero della Giustizia e Consiglio nazionale forense hanno tempo fino al 2015 per regolare nel dettaglio la materia.

Resta inalterato l’iter per l’esame di Stato: la prova si compone come prima di tre prove scritte e di un colloquio orale ma il regolamento da scrivere entro due anni servirà a specificare soprattutto il metodo di valutazione applicato per le prove. Coloro che sono già iscritti invece avranno la possibilità di seguire corsi formativi per ottenere specializzazioni (ovviamente solo se superati con profitto).

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