Approfondimenti Giuridici

Sbocchi professionali per laureati in giurisprudenza

L’Italia conta ad oggi circa 200 mila avvocati iscritti all’albo, più di tutto il resto d’Europa. Basti pensare che solo in Lombardia ce ne sono quanto in tutta la Francia. E che il settore sia saturo è evidente visto che lo stipendio medio di un avvocato che lavora alle dipendenze del titolare di uno studio legale è sceso notevolmente rispetto a qualche anno fa. Fanno eccezione solo gli avvocati con il proprio portafoglio clienti.

E di conseguenza sono molti i laureati in giurisprudenza che iniziano a guardarsi intorno e a cercare strade diverse. Statisticamente il 38% dei laureati in legge continua la formazione giuridica mentre il 35% tenta di inserirsi subito nel mondo del lavoro. Tra i primi e i secondi c’è ovviamente uno scatto temporale quindi è chiaro il motivo per cui, a dodici mesi dalla laurea, molti giuristi sono ancora disoccupati. L’aspetto positivo è che la laurea in giurisprudenza è polivalente e può essere sfruttata in diversi settori. Chi non vuole sostenere l’esame di abilitazione o il concorso per diventare rispettivamente avvocato, notaio o magistrato ha certamente delle alternative. Si va occupazioni nel settore privato (consulenza bancaria o assicurativa, del lavoro e della previdenza etc) ai concorsi pubblici (ad esempio Agenzia delle Entrate, scuola o vigili urbani).

La flessibilità degli studi in giurisprudenza offre ai laureati in queste discipline competenze idonee anche per lavorare nei settori del commerciale, del marketing e delle risorse umane (soprattutto per gli aspetti contrattualistici). Molto dipende ovviamente dalla propria predisposizione. Attualmente chi si iscrive alla facoltà di giurisprudenza può scegliere tra il 3+2 (con l’ultimo biennio di specializzazione) o la laurea a ciclo unico di cinque anni.

 

Approfondimenti Giuridici