Approfondimenti Giuridici

Giuristi d'impresa e tutela stragiudiziale

Il nuovo ordinamento della professione forense (legge n.247/2012) all'art. 2 comma 6 chiarisce espressamente che chi presta consulenza e assistenza legale stragiudiziale per un’azienda non deve essere necessariamente iscritto all'Albo degli avvocati.

Si tratta di una svolta storica per i giuristi d'impresa che da tempo rivendicano questa possibilità. Questo non significa però che l’attività del giurista d’impresa possa essere riconosciuta come quella di un avvocato, neppure quando tutela in via stragiudiziale la posizione dell'imprenditore datore di lavoro.

La battaglia dell’AIGI (Associazione Italiana Giuristi d’Impresa), intrapresa nel 2008, quindi non si ferma: l’obiettivo è il riconoscimento della prestazione legale vera e propria nell’ambito delle dinamiche imprenditoriali. Per il momento si può parlare di un traguardo importante ma non di un punto di arrivo. La legge infatti precisa che qualora intervengano i presupposti per un’azione giudiziaria è necessario l’immediato consulto di un avvocato. Viste le precisazioni fatte dal legislatore cosa cambia nei fatti per un’impresa? Quest’ultima dovrà comunque continuare a rivolgersi ad un legale abilitato per la tutela giurisdizionale anche se dotata di un giurista d’impresa.

Tuttavia quest’ultimo potrà instaurare rapporti di lavoro dipendente o contratti di collaborazione continuativa per la consulenza stragiudiziale e quindi gestire tutte le attività di questo limite nei confronti di società controllate, controllanti o collegate così come stabilito dall’articolo 2359 del c.c. il destinatario può anche essere un’associazione o un ente purché essi siano portatori di interessi collettivi riferibili a gruppi sociali costanti e non occasionali. Si attende intanto la reazione degli avvocati che certamente non apprezzeranno questa ulteriore limitazione delle proprie prerogative.

Approfondimenti Giuridici