Approfondimenti Giuridici

Globalizzazione delle professioni: che fine fanno gli avvocati

Le professioni si stanno aggiornando per rispondere alle esigenze di una società dinamica. Nascono così specializzazione nuove che oltrepassano i confini nazionali. Il mercato italiano, nonostante la crisi, resta peraltro un mercato che attrae studi professionali stranieri, soprattutto inglesi.

Per i giovani che intraprendono la professione i vantaggi non sono di poco conto: si aprono infatti nuovi orizzonti occupazionali soprattutto per chi parla fluentemente l’inglese ed è disposto a trasferte. In materia legale uno degli ambiti più interessato alla globalizzazione è quello dei marchi e dei brevetti e della tutela della proprietà intellettuale.

Ovviamente per poter essere al passo con la concorrenza internazionale bisogna aggiornarsi di continuo ed essere preparati anche dal punto di vista linguistico. Per questo motivo sono sempre più gettonati master all’estero e corsi di aggiornamento internazionali. E’ chiaro che il vecchio e tradizionale concetto di avvocato non esiste più e che i giovani che intraprendono la professione devono farlo con una certa apertura mentale a nuovi orizzonti. Chiaramente gli avvocati “vecchio stampo” con decenni di attività alle spalle possono essere più restii a questi cambiamenti ma in un’ottica futura appare un percorso irrinunciabile. Non si può restare fuori ed autoescludersi da quello che è un percorso diffuso a livello internazionale perché sempre di più l’avvocato si trova a dover affrontare cause che prevedono la conoscenza di legislazioni straniere. Porre limiti in questo senso appare controproducente e anacronistico. I primi grandi studi specializzati in cause che superano i confini nazionali in Italia si trovano a Milano ma la tendenza si sta diffondendo in tutto lo stivale. Si tratta di grandi partner in stile americano.

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