Approfondimenti Giuridici

Quando per fare la segretaria serva la laurea in giurisprudenza

Diventare avvocato non garantisce più le stesse entrate economiche di qualche anni fa.

Da un lato c’è la saturazione del mercato (solo la Lombardia conta quasi il totale degli avvocati della Francia), dall’altro la crisi economica che rende difficile per i clienti sostenere l’onorario e anche la vie alternative ed extragiudiziali di risoluzione delle controversie che, sebbene nate per alleggerire il carico dei tribunali e quindi snellire i tempi dei processi, di fatto finiscono per “togliere” lavoro agli avvocati. Di fatto, e i numero lo dicono chiaramente, sono sempre meno i cittadini che si rivolgono agli avvocati per far valere le proprie ragioni. La via del tribunale resta la strada da seguire solo quando è indispensabile e non vi sono alternative extragiudiziali.

La conseguenza di questa tendenza è che sempre più neolaureati in giurisprudenza (ma a volte anche candidati che hanno superato l’esame di abilitazione forense) rinunciano all’iscrizione all’albo optando per carriere alternative. Alcuni lavorano come amministratori di condominio ad esempio. Ma recenti analisi sugli annunci di lavoro e i profili dei candidati dimostrano che molte giuriste aspirano ad un posto per segretaria. Questo target si rivolge soprattutto ad annunci per segretaria in cui la conoscenza del diritto di base rappresenta un canale preferenziale, ad esempio segreterie di studi legali o uffici di assicurazione. In un noto portale di annunci qualche giorno fa era stato pubblicato il link per applicare alla selezione come segretaria part time (4 ore al giorno) alla Camera Penale di Bari: stipendio offerto 500 euro mensili con contratto a tempo determinato. Tra i curricula inviati c’erano quelli di decine di laureate in giurisprudenza, inclusa anche qualche abilitata. A commentare questa tendenza rendendola pubblica è stata Gabriella De Matteis sull’edizione barese di Repubblica

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