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Avvocati con partita iva regimi dei minimi: condizioni

La possibilità di aderire al regime dei minimi si estende anche agli avvocati.  Tuttavia devono tassativamente sussistere dei requisiti sui quali la legge è molto chiara. L’attività imprenditoriale deve essere successiva al 31 dicembre 2007 e i titolari nell’anno solare precedente:


-    Non hanno conseguito ricavi superiori a euro 30.000;
-  Non hanno effettuato cessioni all’esportazione o erogato somme sotto forma di utili di partecipazione agli associati
-    Non hanno sostenuto spese per lavoratori dipendenti o collaboratori
-  Nel triennio solare precedente non hanno effettuato acquisti di beni strumentali per un ammontare complessivo superiore a 15.000 euro e non hanno esercitato attività artistica, professionale ovvero d’impresa, anche in forma associata o familiare;

I benefici del regime dei minimi durano per cinque anni o fino al compimento del 35simo anno di età. Se viene meno uno dei requisiti però il regime decade in automatico e il contribuente è chiamato ad assolvere agli ordinari adempimenti contabili ed extracontabili a carico degli imprenditori e dei professionisti.
I contribuenti minimi non possono esercitare il diritto di rivalsa né possono detrarre l’Iva sugli acquisti, nazionali o comunitari , e sulle importazioni. Inoltre  sono esonerati dagli obblighi di liquidazione e versamento dell’Iva e da quelli di registrazione delle fatture emesse, della registrazione dei corrispettivi, della registrazione degli acquisti, della  tenuta e conservazione dei documenti (a parte le fatture di acquisto e le bollette doganali).


Senza dubbio si tratta di uno strumento utile per giovani avvocati ad inizio carriera che hanno meno di 35 anni, soprattutto considerato il fatto che la crisi economica non ha risparmiato neppure questa categoria e che quindi, soprattutto per i professionisti più giovani, gli incassi possono essere oggi limitati.

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