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Crisi delle vocazioni: perchè i giovani non vogliono fare l'avvocato

Rispetto al 2006 sono quasi il 20% in meno i giovani che scelgono di specializzarsi.

La tendenza non ha salvato nessun settore professionale. Per quanto riguarda nello specifico l’avvocatura negli ultimi sei anni il numero di iscritti all’esame è diminuito di circa 10 mila unità (passando da 45.697 a 35.739). Una tendenza che è sintomo dell’attuale momento socio-economico e che trova la sua ragion d’essere soprattutto nello scoraggiamento derivante dai mercati saturi e dalla disoccupazione dilagante anche tra i laureati.

Anche alcuni piccoli spiragli di speranza infatti si sono chiusi: così ad esempio la riforma Monti, con la previsione di un compenso per il tirocinio, è rimasta incompiuta limitandosi ad un rimborso spese facoltativo. E per le famiglie sostenere i figli fino alla fine del percorso universitario diventa troppo gravoso. Studiare e specializzarsi quindi diventa un lusso. Certo si potrebbe obiettare che quello degli avvocati è un mercato saturo (basti pensare che solo in Lombardia ci sono più avvocati che in tutta la Francia) ma in questo modo non si garantisce una selezione meritocratica.

La “crisi delle vocazioni” è stata ben fotografata da Domenico Posca, presidente dell’Unione italiana commercialisti il quale ha criticato anche l’approccio eccessivamente teorico delle Università che non spiegano in cosa consisterà la professione. Basta pensare che molti laureati in giurisprudenza non hanno mai visto un atto. I numeri parlano chiaro: in Italia i praticanti sono circa 150 mila; lavorano in media 38 ore alla settimana e il 64% di loro non guadagna niente o riceve al massimo un rimborso spese non superiore a 400 euro. Il praticantato, in quest’ottica, diventa necessario anche se va detto che il 24% dei praticanti non svolge funzioni attinenti al proprio titolo di studio e viene impiegato per fare fotocopie e svolgere compiti di segreteria.  Morale: nessun guadagno e nessun apprendimento tecncico. Troppa teoria, pochi soldi e mancata realizzazione professionale sono gli ingredienti che allontano i neo laureati dalla professione per la quale hanno studiato.

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