Esame di Avvocato

Ammissione all’orale con riserva per l’esame di avvocato

L’esame di avvocato si compone di una prova scritta (la stesura di tre pareri in tre giorni) e di una prova orale. Il superamento della prima è propedeutico alla seconda anche se esistono delle eccezioni.

Il TAR di Lecce ad esempio si è espresso favorevolmente riguardo al ricorso di una candidata che aveva ricevuto due insufficienze alle prove scritte, sebbene i suoi elaborati avessero dimostrato di "soddisfare i parametri predeterminati dalla Commissione centrale in quanto garantiscono una trattazione essenziale ma sufficientemente esaustiva degli istituti dei quali i candidati sono stati chiamati a fare applicazione” (come si legge nella motivazione della sentenza del tribunale salentino). Ne consegue che la candidata deve essere ammessa all’orale con riserva.

Altra ipotesi che può portare all’ammissione con riserva all’orale è la pendenza di un ricorso per annullamento degli scritti. Se si viene ammessi con riserva all’orale però non significa che il giudizio eventuale viene interrotto, neppure dopo il superamento della prova orale. Si è espresso in questo modo il Consiglio di Stato, con la sentenza 17 febbraio 2004 n. 616. Protagonista della vicenda giudiziale era una candidata veneta, presentatasi all’esame di abilitazione nella sessione 2000. Le sue prove scritte erano state corrette e considerate sufficienti, ma poi in seguito la redazione dell’atto giudiziario era stata annullata perché troppo simile a quella di un altro candidato. La candidata aveva fatto ricorso poiché la Commissione non era stata in grado di risalire all’autore originario dell’atto (è infatti onere dell’amministrazione procedente individuare quale compito è frutto di mera copiatura).

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