Esame di Avvocato

Esame avvocato 2012/2013: il parere di diritto penale

Domani, 12 dicembre 2012, gli aspiranti avvocati iscritti all'esame di abilitazione forense affronteranno la seconda prova scritta, il parere di diritto penale.

Come ogni anno in rete è partita la sfida per indovinare la traccia anche se, soprattutto in questa materia, non è facile avanzare ipotesi credibili, Si propongono comunque temi attuali e, tra questi, il più gettonato sembra essere quello dei reati informatici.

Tuttavia la verità si saprà solo domani, probabilmente anche prima della fine della prova posto che già dalla mattina partirà probabilmente l'inarrestabile fuga di notizie tipica degli ultimi anni.

Ma fino a che le tracce non saranno rese note ufficialmente si tratta solo di ipotesi.

Molto più cauto concentrarsi sui consigli certi su come affrontare l'esame di avvocato e, in particolare, la seconda prova.

Il parere pro veritate è un atto per mezzo del quale l'avvocato affronta una questione legale. Il parere deve essere una sintesi ragionata e logica di dottrina e giurisprudenza ma non deve esprimere l'opinione personale del legale nè essere diretta alla palese difesa dell'assistito. Per questo motivo è bene scrivere sempre in terza persona singolare richiamando le sentenze che si trovano nei codici commentati ma senza copiare del tutto.

Attenzione estrema va presta agli errori di contenuto e di grammatica: entrambi sono difficilmente tollerati dalla commissione.

Conoscere bene un argomento non significa essere prolissi: la capacità di sintesi è molto apprezzata in sede di giudizio. In media uno scritto completo ma non troppo lungo è tra le 4 e le 5 facciate. Evitare anche di ripetere gli stessi concetti con parole diverse e sinonimi solo per allungare il discorso. E' molto apprezzato un parere conciso ma logico e lineare.

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