Esame di Avvocato

Diventare avvocato all'estero: dopo la Spagna la via rumena

La Spagna sta per chiudere le porte agli aspiranti avvocati? Nessun problema, basta cambiare rotta: il turismo forense si sposta in Romania!

Sembra essere questa l’ultima destinazione dei neolaureati in giurisprudenza. Anche qui basta un test non troppo impegnativo e in Italia sono sorte agenzie di tutoraggio che seguono lo studente in tutta la fase del percorso, inclusa prenotazione del viaggio.

Il fenomeno non è assolutamente di nicchia ma appare piuttosto generalizzato tanto che il ministero della Giustizia è stato costretto ad intervenire richiedendo alle autorità rumene informazioni più dettagliate per confermare la legittimità dell’iter alternativo per conseguire l’abilitazione forense. Per quantificare il fenomeno basti pensare che solo nel mese di gennaio 2013 al Consiglio dell’ordine di Milano sono pervenute 270 istanze di iscrizione all’albo degli avvocati stabiliti da parte di abogados, mentre a Roma lo scorso anno è stata superata quota 900.


La base legislativa su cui fanno giocoforza i laureati che emigrano è sempre il dlgs n. 96/2001 (direttiva 98/5/Ce). A dare mandato di indagare sulla legittimità della procedura, per il momento a scopo puramente conoscitivo,  è stato il Consiglio dell’ordine di Tivoli.


Si riapre quindi la questione che da anni caratterizza la via spagnola, interpretata come una scorciatoia non meritevole da parte degli avvocati italiani. Il che peraltro risposta la discussione sull’opportunità dell’esame di abilitazione del sistema italiano, che molti considerano eccessivamente selettivo. E a sua volta la possibilità di abolire l’esame, come in un circolo vizioso, riporta alla luce il problema della saturazione dell’offerta legale in Italia rispetto ai dati degli altri Paesi europei.

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